Sesta malattia

Dedichiamo questo portale informativo, unico nel suo genere, alla diffusione delle notizie riguardanti la sesta malattia e le altre malattie esantematiche.

I bambini, soprattutto quelli in tenera età, sono soggetti a diverse malattie, più o meno gravi, molte delle quali è preferibile contrarle da piccoli per evitare delle complicazioni in età adulta.

Fino ai 6 mesi circa i bambini, però, non corrono alcun rischio di ammalarsi perché il loro organismo e sistema immunitario è protetto dagli anticorpi trasmessi dalla madre nella placenta.

Tra le malattie tipiche dell’infanzia, ci sono quelle infettive e contagiose, ovvero quelle malattie causate da virus o batteri e che si trasmettono in misura maggiore tramite il muco o la saliva emessa tramite dei colpi di tosse o starnuti o semplicemente parlando.

Le malattie infettive più comuni nell’infanzia sono la pertosse, la parotite (meglio conosciuta come orecchioni) e le malattie esantematiche.

Quasi tutte sono di origine virale e per questo motivo non hanno bisogno di cure a base di antibiotici; solo la scarlattina, la quarta malattia e la pertosse sono causate da batteri e per queste ragioni devono essere curate tramite una terapia puramente antibiotica.

Tra le malattie esantematiche troviamo la sesta malattia.

Cos’è la sesta malattia?

La sesta malattia è una patologia infettiva di origine virale che appartiene alle cosiddette malattie esantematiche, ovvero quelle malattie caratterizzate dalla presenza di un esantema, ovvero un’eruzione cutanea.

Le malattie esantematiche sono: la scarlattina, la rosolia, il morbillo, la quarta malattia, la quinta malattia e la sesta malattia.

sesta malattie e le altre malattie esentematiche

La sesta malattia è una delle malattie esentematiche più conosciute

Il termine esantema deriva dal greco e significa fioritura, efflorescenza; ogni malattia esantematica si differenzia dalle altre in base alla sua caratteristica fioritura: per esempio nel caso del morbillo si tratta di macchie di colorito rosso vinoso e che al termine della malattia lasciano una lieve desquamazione, nel caso della rosolia si tratta di macchie di color rosso per lo più isolate o sovrapposte in piccoli gruppi, nella scarlattina si presentano piccolissimi rilievi, quasi tutti uguali, fittissimi, mentre nella varicella invece si presentano sotto forma di vescicole contenenti un liquido trasparente o lattiginoso.

Le cause

La sesta malattia è generata da un’infezione virale, sostenuta dall’Herpes Virus umano di tipo 6B (HHV-6B). Il virus, dopo un primo attacco nei pressi delle ghiandole salivari, mucose e linfonodi regionali, giunge a livello del reticolo istocitario, generando la reazione immunitaria.

Esiste un altro sottotipo di Herpes virus: HHV-6A, il quale, generalmente, non provoca però alcuna sintomatologia.

virus delle sesta malattia

E’ un virus la causa della sesta malattia?

È bene ricordare che gli Herpes virus di tipo 6 sono diffusi in tutto il mondo: si stima, infatti, che la quasi totalità della popolazione sia ad essi sieropositiva. Talvolta, il virus responsabile della sesta malattia può essere confuso con Herpes virus umano di tipo 7, poiché i sintomi generati sono pressoché gli stessi di quelli prodotti da HHV-6B.Proprio il fatto che la malattia possa essere causata da due tipi di virus, è possibile che un uomo contragga la sesta malattia due volte nella vita, anche se ciò avviene in casi del tutto eccezionali.

Chi colpisce?

La sesta malattia colpisce in maniera prevalente i bambini con un’età compresa tra i 6 e i 24 mesi; sono invece esclusi i bambini al di sotto dei 6 mesi perché pare siano protetti dagli anticorpi virus-specifici presenti nel latte materno che costituisce una vera e propria protezione per i neonati.

Ad essere colpiti, oltre i bambini, possono essere anche gli adulti e le donne in gravidanza: in questic asi, però, i sintomi della malattia sono più lievi, tranne nei casi di soggetti affetti da Aids o che presentano altre patologie che indeboliscono il sistema immunitario.

Il contagio

La sesta malattia si trasmettein modo particolare tramite la saliva o il muco del paziente infetto (si parla infatti di trasmissione aerogena): in maniera generale si può parlare di trasmissione attraverso le gocce di liquido provenienti dal naso o dalla gola delle persone infette e che vengono espulse quando i malati ridono, parlano, starnutiscono o tossiscono.

Nel caso delle donne in gravidanza, la trasmissione può essere verticale, dalla madre al feto, ma non ci sono grossi rischi per il nascituro, come avviene in caso di rosolia.

I sintomi

La sesta malattia presenta 3 fasi diverse, ognuna delle quali con una propria sintomatologia:

1. Incubazione: questa fase ha una durata che varia dai 5 ai 15 giorni durante la quale il paziente infetto non manifesta i sintomi tipici della sesta malattia, ma è comunque stato contagiato;

2. La prima fase, conosciuta anche come fase pre-esantematica: viene chiamata così perché

Quando si ha mal di gola bisogna stare attenti che non ci sia la sesta malattia

Uno dei primi segni della sesta malattia è il mal di gola

durante questo periodo che ha una durata di circa 3-4 giorni non si manifesta apertamente l’esantema. In questa prima fase è la febbre ad essere protagonista: nei bambini essa raggiunge temperature molto alte, tra i 39° e i 41°, mentre negli adulti la febbre risulta più lieve o, in alcuni casi, è del tutto assente. La febbre è accompagnata da un malessere generale,  mal di gola, raffreddore, congiuntivite, diarrea, vomito, fenomeni catarrali, nausea, inappetenza, una forte irritabilità e nervosismo. Spesso a questi sintomi si aggiunge anche una linfadenopatia, ovvero un ingrossamento dei linfonodi, soprattutto nella zona della testa e del collo e in alcuni casi può manifestarsi anche una meningite di lieve entità o un’epatite fulminante. La febbre, in alcuni casi, può provocare delle convulsioni che solitamente si manifestano con una perdita di conoscenza, un irrigidimento muscolare e una perdita del controllo della vescica o dello sfintere. In questi casi, è opportuno contattare il proprio medico o portare il bimbo direttamente al pronto soccorso. Bisogna precisare che è proprio in questa fase, caratterizzata dalla presenza di febbre, che avviene la trasmissione della malattia da un essere umano ad un altro;

3. La seconda fase, conosciuta anche come fase esantematica: la febbre scompare improvvisamente e al suo posto compare l’esantema. Si tratta solitamente di piccole macule e papule rossastre, piccoli puntini grandi come la capocchia di uno spillo, diffusi in tutto il corpo, in modo particolare nelle zone più calde, come il collo, il tronco, il viso, le mani e i piedi. Attorno ad esse spesso compare un alone biancastro e spesso le stesse macchie rosse cambiano il loro colore in bianco quando vengono toccate. Solitamente la presenza di queste eruzioni cutanee dura al massimo 48 ore, scomparendo successivamente senza alcuna desquamazione e senza alcun senso di prurito. Accanto alla semplice presenza di macchie sulla pelle del malato, in questa seconda fase possono perdurare i sintomi iniziali, come quelli dell’irritabilità e del nervosismo, ai quali bisogna aggiungere la presenza di forti dolori muscolari ed articolari.

La diagnosi e la terapia

Proprio perché la sesta malattia è una malattia benigna e con sintomi lievi, la diagnosi si basa su una semplice osservazione clinica. Non è semplice da effettuare però, perché molto spesso i sintomi sono molto leggeri inizialmente e quando invece si manifestano prepotentemente potrebbero  essere scambiati con quelli di altre patologie come il morbillo o la rosolia, appartenenti sempre alla categoria delle malattie esantematiche.

Dopo la diagnosi e l’individuazione della malattia, si passa alla terapia basata principalmente su antifebbrili, a base di paracetamolo, somministrate sotto forma di supposte e/o di sciroppo. A volte sono consigliati anche i vecchi rimedi della nonna, come gli impacchi di ghiaccio per abbassare la temperatura corporea o spugnature su viso e corpo o semplicemente rinfrescare l’ambiente in cui si trova il paziente infetto. E’ importante, inoltre, reidratare il paziente somministrandogli dei liquindi, in genere vanno bene l’acqua o il brodo. Solitamente non si sottopone il paziente ad un trattamento di antibiotici perché la sesta malattia è causata da un virus, non da un batterio. L’utilizzo di questi medicinali è previsto solo in caso di particolari infezioni batteriche che vanno a svilupparsi nel corso della malattia.

Esame istologico

Nella fase iniziale, corrispondente al periodo pre-esantemico, il soggetto presenta una nota leucocitosi: con questo termine si intende l’aumento del numero dei linfociti nel sangue periferico.

Successivamente la leucocitosi evolve poi in leucopenia e linfocitosi durante lo stadio finale: la leucopenia consiste in una diminuzione della concentrazione dei globuli bianchi del sangue, al di sotto di 4000/microlitro, mentre la linfocitosi si manifesta con un aumento dei leucociti nel sangue, superiore a 4000/microlitro.

Nei soggetti affetti dalla sesta malattia, in particolare nell’adulto, si registra un evidente calo delle difese immunitarie che, nel caso in cui il soggetto sia affetto dall’AIDS o presenti altre patologie legate al sistema immunitario, può portare ad un notevole peggioramento delle condizioni di salute e a malattie che colpiscono fortemente il fegato.

Differenze con le altre malattie esantematiche

Le malattie esantematiche sono tutte caratterizzate dalla comparsa sul corpo dei pazienti di un esantema, ovvero macchie e papule rosse; inoltre sono tutte tipiche dell’età infantile e sono tutte caratterizzate da una trasmissione aerogena.

Sebbene questi punti in comune, ci sono anche delle differenze:

  • Con la scarlattina: colpisce i bambini dall’età di 2 anni in su, è causata da un batterio ed è per questo che la terapia prevede l’uso di antibiotici che vanno a fermare l’infezione. In quest caso l’esantema si presenta puntiforme, a capocchia o a spillo;
  • Con il morbillo: è una delle malattie più contagiose, caratterizzata dalla presenza di macchie rosse che si estendono a cascata dall’attaccatura dei capelli a dietro le orecchie fino a ricoprire l’intero corpo, raggiungendo la punta dei piedi. Per questa malattia esantematica è prevista la vaccinazione che limita i sintomi e la potenza della febbre;
  • Con la rosolia: come la sesta malattia, anche la rosolia è causata da un virus. In questo caso, però, l’esantema si presenta sotto forma di macchie di color rosa. Non sono previsti vaccini o cure particolari, ma i medici affermano che la malattia debba fare il suo corso. A differenza della sesta malattia, contrarre la rosolia quando si è in stato interessante può essere altamente pericolosa per il nascituro: nel caso in cui una donna in gravidanza contrae la rosolia, il virus è in grado di attraversare la placenta e danneggiare il fegato e il cervello del feto, con conseguenze piuttosto negative sulle condizioni di salute del nascituro e un aborto spontaneo;
  • Con la quarta malattia: essendo una sorta di scarlattina con sintomi più lievi e moderati, la differenza principale sta nella causa della malattia che, in questo caso, è un batterio e perciò la terapia prevede il ricorso ad antibiotici, accompagnati da antipiretici nel caso sia necessario abbassare la temperatura corporea;
  • Con la quinta malattia: colpisce in modo particolare i bambini con un’età compresa tra i 4 e i 7 anni. L’esantema si manifesta soprattutto sul viso e in particolare sulle guance per poi estendersi su tutto il corpo. L’esantema causa anche un forte prurito nel paziente infetto che, in alcuni casi, richiede la somministrazione di antistaminici. Anche in questo caso non c’è un vero e proprio vaccino, ma come per la rosolia, se una donna in gravidanza ne risulta contagiata, il rischio è quello di un aborto spontaneo. E’ opportuno in ogni caso eseguire dei test sierologici mirati e anche un controllo ecografico;
  • Con la varicella: colpisce i bambini con un’età compresa tra i 5 e i 10 anni. L’esantema è caratterizzato da vescicole rosse che presentano al loro interno un liquido giallo: la rottura di queste vescicole avviene in modo spontaneo. Anche per la varicella esiste un vaccino che ne limita i sintomi e i danni e se una donna in gravidanza contrae la malattia può andare incontro a seri problemi per il feto, come danni al cervello, agli occhi, al corpo o disturbi neurologici.

Complicazioni

Sebbene la sesta malattia abbia un decorso benigno nella maggior parte dei casi, non mancano le possibili complicazioni che si possono verificare per qualsiasi altra malattia: nei soggetti particolarmente sensibili e predisposti, la febbre alta potrebbe generare convulsioni febbrili, accompagnate da tensione della massa muscolare, perdita di conoscenza e irrigidimento degli arti.

In questo caso è opportuno chiamare immediatamente il pronto soccorso, nel frattempo è importante sdraiare il bimbo  su un fianco per evitare che soffochi nel caso la lingua gli vada in gola; alla fine della crisi convulsiva bisogna somministrargli antifebbrili per abbassargli la temperatura e idratarlo con liquidi. E’ opportuno inoltre chiamare il proprio medico di base.

Oltre alle convulsioni febbrili, a seguito della sesta malattia, sono statti descritti alcuni casi di meningoencefalite ed epatite fulminante.

Nelle sezioni seguenti potrete approfondire le informazioni sulla sesta malattia e le altre malattie esentematiche. Non vi resta che consultarle!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>