Contagio

Ecco quello che riguarda sesta malattia contagio. La sesta malattia rientra tra le malattie esantematiche ed è così chiamata perché rappresenta il sesto esantema infettivo descritto in medicina. Tra le altre malattie esantematiche ci sono: la scarlattina (prima malattia), il morbillo (seconda malattia), la rosolia (terza malattia), la quarta malattia o scarlattinetta (che è una forma lieve di scarlattina) e il megaloeritema infettivo o quinta malattia.

La sesta malattia è una patologia infettiva di origine virale che per l’appunto è provocata da due tipi differenti di uno stesso virus, cioè l’Herpes virus umano di tipo 6 e l’Herpes virus umano di tipo 7, entrambi appartenenti alla stessa famiglia di virus che causa l’herpes labiale e varicella.

La malattia colpisce in modo particolare i bambini, soprattutto quelli con un’età compresa tra i 6 e i 24 mesi, e non ha una particolare stagionalità nel senso che può colpire in qualsiasi periodo dell’anno. Inoltre, essa può contagiare anche gli adulti e le donne in gravidanza: in questo caso, però, i sintomi si presentano in forma più lieve o a volte risultano del tutto assenti.

La sesta malattia è altamente contagiosa, soprattutto nella fase compresa tra il periodo di incubazione, che dura dai 5 ai 15 giorni, e il momento in cui il paziente è affetto dalla febbre che, nei bambini, può raggiungere anche i 39°- 41°, producendo a volte anche delle convulsioni febbrili particolarmente pericolose. In questi casi è opportuno contattare il proprio medico di famiglia o recarsi presso il pronto soccorso.

Lo scambio salivare e il bacio possono agevolare la trasmissione della sesta malattia

Il bacio può agevolare il contagio della sesta malattia

Per quanto riguarda il contagio, esso avviene in modo diretto, attraverso il muco o la saliva del paziente infetto oppure tramite le goccioline respiratorie emesse tossendo, starnutendo, ridendo o semplicemente parlando (ecco perché si parla di trasmissione aerogena). Nel caso delle donne in stato interessante, la malattia può trasmettersi anche in senso verticale dalla madre al feto, ma a differenza della rosolia, non c’è alcun pericolo di danni permanenti al nascituro. In ogni caso, se una donna incinta contrae la sesta malattia, è opportuno ricorrere al parere di un medico. In modo particolare, la contagiosità è elevata nel periodo compreso tra l’incubazione e la scomparsa della febbre. Per quanto riguardai bambini, solitamente il contagio avviene tramite un contatto con altri bambini che hanno contratto la malattia, ma non hanno ancora manifestato i sintomi tipici del virus.Nel caso di donne in gravidanza, solitamente il contagio avviene tramite figli o adulti infetti: a differenza della rosolia o del Cytomegalovirus, le donne gravide non devono assolutamente allarmarsi se contraggono la sesta malattia. Infatti, solo nei due casi sopra descritti la malattia o più genericamente il virus è in grado di attraversare la placenta e danneggiare il fegato e il cervello del feto, con conseguenze piuttosto negative sulle condizioni di salute del nascituro, portando nelle prime settimane di gravidanza all’aborto.

Solitamente una volta contratta, la malattia non si ripresenta in età adulta, ma ci sono dei casi eccezionali: questo accade perché l’Herpes virus umano alla base della sesta malattia presenta due forme e può colpire un esssere umano due volte.

In ogni caso, la sesta malattia di per sé è una malattia benigna, ma nel caso venga contratta da un adulto debilitato essa può portare a seri problemi al fegato (diffusi sono i casi di epatite fulminante). Infatti, i soggetti malati di AIDS o che presentano altre tipologie che indeboliscono il sistema immunitario, se contraggono la sesta malattia rischiano di peggiorare notevolmente la loro situazione di salute.

Non esiste un vaccino contro la sesta malattia, poiché si tratta di una malattia lieve, di breve durata e priva di complicazioni significative: in alcuni casi, i medici consigliano di contrarre quanto prima le malattie esantematiche in modo che il sistema immunitario del bambino diventi da subito più forte e resistente.

Nel momento in cui un bambino o un adulto contrae la sesta malattia, la terapia va a curare quelli che sono i sintomi della malattia: ecco che i medici solitamente prescrivono degli antifebbrili a base di paracetamolo per abbassare la temperatura corporea o si consigliano i vecchi rimedi della nonna, come gli impacchi di ghiaccio o le spugnature che hanno come fine ultimo quello di ridurre la febbre. In alcuni casi si cerca di rinfrescare l’ambiente in cui si trova il paziente infetto ed è opportuno idratarlo con liquidi di ogni tipo.

Contro i dolori muscolari e articolari e gli altri sintomi della malattia, come l’irritabilità e il nervosismo, i problemi gastrointestinali, l’ingrossamento dei linfonodi e il mal di gola, è consigliato un assoluto riposo.

Sono invece banditi gli antibiotici perché la malattia è causata da un virus e non da un batterio. Dopo aver visto sesta malattia contagio passiamo alle altre sezioni.

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