In gravidanza

Ecco la sezione dedicata alla sesta malattia in gravidanza. La sesta malattia rientra tra le malattie esantematiche, cioè quelle malattie che si manifestano con un esantema, ovvero la comparsa di alcune macchie o papule rosse sulla pelle, in modo particolare nelle zone del collo, del viso, delle braccia e delle gambe.

Oltre alla sesta malattia, nella categoria delle malattie esantematiche troviamo anche il morbillo, la rosolia, la scarlattina, la quarta malattia e la quinta malattia.

Rischi per la gravindanza con la sesta malatta

In gravidanza i rischi collaterali della sesta malattia possono aumentare

La sesta malattia è classificata come una patologia infettiva di origine virale: essa, infatti, è causata da due tipi differenti di uno stesso virus, ovvero l’Herpes virus umano di tipo 6 e l’Herpes virus umano di tipo 7, la stessa famiglia di virus che causa l’herpes labiale e la varicella. Essa si presenta in maniera più diffusa nei bambini con un’età compresa tra i 6 mesi e i 24 mesi, mentre non colpisce quelli al di sotto dei 6 mesi che sono invece protetti dagli anticorpi presenti nel latte materno.

In alcuni casi, anche se molto raramente, la sesta malattia può contagiare gli adulti e le donne in gravidanza.

Soffermando la nostra attenzione proprio sulle donne prossime ad avere un bambino, bisogna subito rassicurarle: la sesta malattia, se contratta durante la gravidanza, non è pericolosa né per la madre nè per il bambino che porta in grembo.

Spesso, infatti, essa viene confusa con la quinta malattia o con il Cytomegalovirus, un virus appartenente alla stessa famiglia dell’herpes virus: in questi due casi, la malattia o più genericamente il virus è in grado di attraversare la placenta e danneggiare il fegato e il cervello del feto, con conseguenze piuttosto negative sulle condizioni di salute del nascituro.

La sesta malattia è abbastanza contagiosa e si diffonde in modo diretto, attraverso il muco o la saliva del paziente infetto oppure tramite le goccioline respiratorie emesse tossendo, starnutendo, ridendo o semplicemente parlando. Nel caso delle donne in stato interessante, la malattia può trasmettersi anche in senso verticale dalla madre al feto, ma a differenza della rosolia, non c’è alcun pericolo di danni permanenti al nascituro. In ogni caso, se una donna incinta contrae la sesta malattia, è opportuno ricorrere al parere di un medico.

In modo particolare, la contagiosità è elevata nel periodo compreso tra l’incubazione e la scomparsa della febbre.

L’incubazione dura all’incirca tra i 5 e i 15 giorni: in questi giorni il soggetto presenta il virus all’interno del proprio organismo, ma i sintomi non si sono ancora manifestati.

L’inizio della malattia si ha con la comparsa della febbre: mentre nei bambini la temperatura corporea può raggiungere anche i 39°- 41°, negli adulti e nelle donne in stato interessante può non presentarsi affatto o comunque più leggera e discontinua.

Sebbene la febbre non compaia nel paziente infetto, ci sono una serie di altri sintomi che sono un campanello d’allarme, ma che spesso vengono confusi con i sintomi para-influenzali: per esempio una donna gravida che contrae la sesta malattia può avvertire dolori muscolari ed articolari, irritabilità e nervosismo, problemi gastrointestinali, un ingrossamento dei linfonodi e mal di gola.

Solo nel caso in cui la donna incinta sia malata di AIDS o presenti altre patologie che indeboliscono il sistema immunitario,la sesta malattia può portare a gravi conseguenze,come problemi al fegato, convulsioni febbrili, meningite di lieve entità o epatite fulminante.

Superata questa fase in cui la febbre è protagonista, si passa ad una seconda fase caratterizzata dalla scomparsa della febbre e dalla comparsa dell’esantema: sul corpo della donna compaiono tante piccole chiazze o papule rosse che assumono un colore bianco al passaggio della mano. Queste macchie si diffondono in tutto il corpo, in modo particolare al collo, sul viso, sulle gambe e sulle braccia. La loro scomparsa avviene all’incirca nel giro di 24/48 ore.

Solitamente una donna incinta che teme di aver contratto la sesta malattia si sottopone ad un’osservazione clinica effettuata dal proprio medico di fiducia il quale nulla può fare contro questa malattia che ricordiamo è benigna e non porta a conseguenze negative sia per la donna incinta che per il feto.

L’unica terapia prevede l’utilizzo di antipiretici che hanno come fine ultimo quello di lenire i sintomi della febbre e abbassare la temperatura corporea.

E’ opportuno inoltre cercare di stare a riposo il più possibile, effettuando anche dei bagni tiepidi o delle spugnature per cercare di tenere sotto controllo la temperatura corporea ed è importante assumere in misura adeguata i liquidi, rappresentati non solo dall’acqua, ma anche dalle soluzione reidratanti e brodo.

Sono invece da escludere categoricamente l’uso di antibiotici i quali risultano di pochissima utilità visto che la malattia è causata da un virus, non da un batterio. I farmaci possono influire negativamente nella sesta malattia in gravidanza.

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